Dalle coltivazioni diffuse ai nuclei produttivi: il progetto di Toscanapa per il 2015

Toscanapa per il 2015 punta alla creazione di realtà industriali per la lavorazione della canapa. Pubblichiamo qui sotto un articolo a firma del presidente dell’associazione Cesare Tofani sull’evoluzione del progetto coltivazioni diffuse del 2014 che diventeranno nel 2015 nuclei industriali produttivi.  

canapa-nuclei-produttivi2015-270x299Stiamo trebbiando in questi giorni la canapa seminata in primavera e già ci dobbiamo occupare di preparare la campagna 2015. Già ora infatti, per non improvvisare all’ultimo momento, dobbiamo individuare gli appezzamenti che andranno dissodati, concimati e preparati; è adesso inoltre che ci apprestiamo ad ordinare le sementi necessarie.

PROPOSTA 2015
La campagna 2014, che avevamo battezzato “ coltivazioni diffuse” era l’esordio dell’Associazione nella produzione agricola e nella filiera, quindi era un test per tutti. Gli esiti di questo esperimento hanno convinto Toscanapa che per la prossima stagione 2015 occorre concentrare le energie in alcune aree che chiameremo “nuclei produttivi”. Sono le zone in Toscana e regioni limitrofe in cui si possono concentrare un numero consistente di ettari coltivati. I motivi di tale scelta? Ecco i più importanti:

Visibilità; occorre superare la diffidenza e la resistenza ai cambiamenti, che spesso si incontra nel mondo agricolo, diffondendo la canapa in un’area agricola omogenea, affiancata ad altre colture a seminativo come girasole, sorgo e grano ed introducendola in maniera consistente nelle rotazioni convenzionali. Vantaggi agronomici ed opportunità mercantili diverranno così evidenti che non ci sarà bisogno di convincere pochi agricoltori innovativi a tentare la fortuna.

Semplificazione dei controlli; sembra un paradosso, ma la diffusione delle superfici coltivate a canapa in un territorio limitato, rende più agevole l’attività di controllo delle forze dell’ordine e dei tecnici agricoli delegati, smorza la curiosità di coloro che fraintendono l’uso delle piante, anzi diffonde la conoscenza dei prodotti a base canapa e dei loro utilizzi.

Facilitazione delle operazioni di raccolta; in modo particolare la mieti-trebbiatura che necessita di macchinari complessi e si svolge nel periodo dell’anno in cui si raccoglie anche girasole e mais. Per utilizzare le macchine convenzionali occorre inoltre apportare delle modifiche, che variano da modello a modello, per evitare che le fibre degli steli si aggroviglino ad organi in rotazione, creando matasse tenacissime che arrivano in breve a bloccare la macchina; questo lavoro ha senso solo avendo superfici importanti da trebbiare che giustificano l’intervento tecnico sulle macchine, allora qualche contoterzista si attrezzerà in modo appropriato , oppure gli agricoltori stessi potrebbero acquistare macchine specifiche per questa raccolta, che sono in corso di sviluppo, come la CSS8 progettata da Valerio Zucchini

Facilitazione delle operazioni post-raccolta; cioè essiccazione e vagliatura del seme, che possono essere svolti in poche strutture attrezzate su grandi volumi di prodotto. Anche la logistica dei trasporti ne beneficierebbe in maniera evidente.

Incentivazione della trasformazione del prodotto agricolo; avendo infatti una base agricola consistente diventa fattibile impiantare attività dedicate di trasformazione, come la molitura del seme presso frantoi locali attrezzati, come la stigliatura delle paglie, collocando in zona le macchine di un impianto mobile (vedi articolo specifico sul sito).

coltivazioni-2015-02Detto questo veniamo a considerazioni più dettagliate sulle coltivazioni che ci accingeremo a realizzare nel 2015.
Tutti coloro che hanno coltivato canapa si saranno resi conto che i risultati agronomici sono sempre frutto di una serie di interventi, ciascuno dei quali ha la sua importanza e determina la buona riuscita del raccolto… Tempo permettendo.

Vi invitiamo dunque a leggere l’articolo pubblicato sul nostro sito dal titolo “note sulla coltivazione della canapa“ e avvertiamo che troppo spesso in vari contesti si riportano nozioni inesatte, dicendo che la canapa cresce bene ovunque, che non ha problemi di sorta, addirittura arricchisce il terreno di azoto; queste sono affermazioni erronee che vogliono enfatizzare la realtà, in buona fede certo, ma vanno prese per quello che sono, dicerie appunto.

Si sappia dunque che:
è pur vero che la canapa viene coltivata in vari terreni, a diverse latitudini, ma ciascun tipo di terreno richiede cure, lavorazioni e trattamenti pre-semina specifici per permettere alle radici fittonanti della canapa di scendere in profondità, sorreggere e nutrire la pianta;

è vero che la canapa copre il terreno e soffoca una normale crescita di infestanti e quindi normalmente non necessità di trattamenti con erbicidi, quando però ha modo di vegetare bene nelle prime 2-3 settimane;

è vero che la l’apporto di sostanze nutritive nel terreno consigliato per la canapa non è eccessivo (100 kg/ha di N – 50-70 kg/ha di P2O5 – 50 kg/ha di K2O ), ma bisogna considerare bene lo stato dei terreni che impiegheremo perché nei suoli aridi e poveri la canapa ha difficoltà a crescere, come tutti i seminativi.

è vero che sopporta bene le intemperie e le avversità climatiche, ma teme i ristagni d’acqua e, se non ha modo di sviluppare bene le radici, a causa del costipamento del suolo, soffre la siccità;

è vero che non ci sono per ora infestazioni di parassiti ( la piralide del mais e le cimici per ora fanno praticamente danni limitati) ma c’è da dire che le coltivazioni sono sporadiche e sparpagliate sul territorio.

Tutto sommato, tra le colture cosiddette a seminativo, la canapa non presenta particolari difficoltà e perdona molti errori, ma è pur sempre una coltura che vuole le giuste attenzioni dall’agricoltore.

SEMENTI 2015
Come ben sapete (vedi articolo citato) le sementi disponibili sono limitate perché i pochi riproduttori non conservano eccedenze da un anno all’altro e lo sviluppo per certi versi inaspettato delle superfici coltivate, dopo qualche anno di contrazione dal 2009 ad oggi, fa si che la domanda prevista superi di gran lunga la disponibilità effettiva.

Per questa ragione Toscanapa ha preso gli accordi necessari per importare alcune varietà e proporle ai propri soci; quindi fin d’ora dobbiamo raccogliere le prenotazioni di coloro che vogliono coltivare canapa nella prossima annata 2015, per essere pronti alla semina a partire dal mese di marzo.

Ogni varietà ha caratteristiche particolari, che bisogna conoscere per scegliere quella che si adatta meglio alla realtà di ciascuna azienda agricola ed alle condizioni pedo-climatiche delle aree dove si effettueranno le colture. Chi ha coltivato già nel 2014 ha avuto modo di osservare direttamente come si è comportata la varietà ungherese distribuita l’anno scorso, KC Dora, e quali problematiche/risultati si sono presentati. Quest’anno offriremo anche altre varietà ungheresi, tra cui la Fibrol, che ha un contenuto di olio maggiore nei semi, la varietà ucraina USO31, che è più precoce e testeremo, in alcune parcelle selezionate, anche la varietà italiana Eletta Campana.

Nel campo varietale realizzato nella tenuta Torre a Cenaia (Pisa) abbiamo avuto modo di comparare i risultati di sei diverse varietà, limitatamente ad una sola località; i risultati del loro raccolto saranno disponibili solo tra qualche settimana. Sul sito Toscanapa sarà quindi presto disponibile la scheda di adesione per la campagna 2015, con gli aggiornamenti delle varietà disponibili e del prezzo di acquisto, che dovrebbe rimanere invariato rispetto all’anno scorso. Rispetto alla scheda che abbiamo pubblicato nel 2014 troverete una differenza nella parte riguardante i servizi che vengono offerti. L’anno scorso non eravamo preparati all’elevato numero di richieste che ci sono giunte e soprattutto non ci aspettavamo che provenissero da tutta Italia, ragion per cui è stato praticamente impossibile fornire effettivamente i servizi che ci venivano richiesti.

Quest’anno abbiamo deciso di concentrare la nostra azione in alcune aree che per numero di ettari coltivati, vocazione dei terreni e qualità della produzione rappresentano il cuore del sistema canapa in centro Italia, prevalentemente in Toscana, Umbria, alto Lazio ed Emilia Romagna. Continueremo tuttavia a mantenere rapporti di collaborazione anche con altre realtà nazionali che si sono sviluppate ed hanno intrapreso percorsi organizzativi autonomi, condividendo con essi progetti, risorse ed opportunità nello spirito “open source “ che ci caratterizza. Ricordiamo infine che per le consulenze gratuite sul posto, è richiesto il semplice rimborso dei costi di trasferta e che tali servizi sono riservati alle realtà a noi associate.

Cesare Tofani

Fonte: Toscanapa.com

commenti su facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *