Canapa per il futuro green della Sardegna

campo-di-canapa1-laviadiuscita.net_Può la canapa diventare il volano dello sviluppo per l’economia della Sardegna? Sono in molti sull’isola a porsi questa domanda, visto la nascita di iniziative e proposte, anche a livello legislativo, che puntano sulla canapa come risorsa per rimettere in moto un’economia disastrata e depressa.

Se da un lato vi abbiamo raccontato della nascita dell’associazione Canapa Sarda, con”l’intento di creare un nuovo mercato con filiera locale, grazie agli oltre 25mila prodotti ricavabili dalla coltivazione e la trasformazione di questa pianta”, dall’altra registriamo che, anche a livello amministrativo, le cose stanno iniziando a muoversi.

MIchele PirasA novembre il deputato di Sel Michele Piras (nella foto a sinistra) aveva spiegato come la canapa sia “una pianta che si trasforma in tessuti di altissima qualità e resistenza, nella produzione del quale già si sperimentano numerose attività in tutto il mondo e che, date le particolari caratteristiche dell’industria che venne impiantata nel Marghine, potrebbe rappresentare una concreta opportunità di rinascita”. Un discorso pronunciato nel giorno in cui Nuoro era stata scossa dalle manifestazioni di cittadini disoccupati, esasperati dalla situazione. E Piras si era spinto oltre: “Mi sento di lanciare una proposta a tutto il territorio – lavoratori, amministratori, organizzazioni sindacali, forze politiche – affinché si apra un dibattito serio, che superi ingiustificati pregiudizi e verifichi la effettiva fattibilità di un processo di riconversione produttiva fondato sul ciclo della canapa indiana”.

Una svolta c’è stata nei giorni scorsi, quando Sel, insieme a Partito dei sardi, Rossomori, Centro Democratico e Irs, ha proposto un emendamento alla Finanziaria della Regione, per finanziare nei prossimi 3 anni progetti di fitorimediazione: “Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge – si legge nella proposta di modifica 212 – la Giunta regionale, su proposta degli assessorati competenti e dell’agenzia Agris, individua le aree da sottoporre a sperimentazione e mette in atto le procedure per attivare, implementare e monitorare il progetto ed è autorizzata, per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, la spesa di 500mila euro”.

Luca-Pizzuto“Ci stiamo provando”, racconta a canapaindustriale.it Luca Pizzuto (nella foto a sinistra), consigliere e segretario regionale di Sel. “Purtoppo, per un problema culturale, quando si parla di canapa si pensa subito a qualcosa di illegale. Dimenticando che si tratta di una pianta che può dare prodotti biologici per l’alimentazione, tessuti, biocombustibili e mille altri prodotti, oltre che aiutare a depurare un territorio devastato dall’inquinamento”.

Non si tratta quindi di una proposta che concerne solo la fitorimediazione? “No, si tratta di un modo per dare una mano agli agricoltori e reintrodurre una coltivazione che può produrre nuovi indotti nel rispetto dell’ambiente. Io stesso ho abiti e una borsa fatta in canapa, e ho avuto la conferma che si tratta di un ottimo tessuto, molto resistente”. Riguardo le tempistiche Pizzuto spiega che: “Cè un ancora un mese di tempo prima della votazione finale, ma c’è la possibilità che l’emendamento venga bocciato. Ad ogni modo non ci perdiamo d’animo, stiamo preparando una proposta di legge regionale da presentare tra poco”.

Un ulteriore spinta in quest’ottica può arrivare da un’altra proposta del gruppo consiliare di Sel Sardegna del 16 dicembre scorso, che “attraverso bandi pubblici”, punta a “cedere in locazione a canoni agevolati le terre regionali e comunali non utilizzate, al fine di assegnare una occupazione stabile e sostenibile anche a chi non può accedere alle misure agevolative per i giovani imprenditori a causa della mancata dotazione terriera”.

Redazione Canapaindustriale.it

commenti su facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *