BaleHaus: la casa in calce, canapa e paglia che resiste agli uragani

BaleHaus casa calce canapa e pagliaRidurre al minimo l’impronta ambientale e le emissioni di carbonio nei processi industriali e nel ciclo di vita dei prodotti. Per ogni manufatto è possibile calcolare la “carbon footprint” e in una casa costruita in pannelli di fibre di canapa equivale a zero. Paglia e canapa vengono oggi lavorate per ottenere tamponamenti da inserire in strutture in legno per costruire case ecosostenibili e capaci di resistere a uragani con venti superiori ai 200 chilometri orari.

Nel Regno Unito si sono unite risorse e competenze dell’Università di Bath, con il suo Centre for Innovative Construction Materials, e di un’azienda privata, la ModCell, per un progetto chiamato BaleHaus at Bath. Obbiettivo condiviso è la ricerca sui materiali da costruzione ecosostenibili. Paglia e fibre di canapa legate con calce traspirante sono i materiali che hanno dimostrato le migliori proprietà meccaniche e termodinamiche unite a una carbon footprint nulla e persino negativa se si considera che la canapa assorbe grandi quantità di CO2.

Secondo i ricercatori britannici, paglia e canapa costituiscono oggi i più avanzati materiali da costruzione in termini di rapporti fra benefici ambientali e prestazioni fisiche in grado di garantire benessere e sicurezza negli ambienti domestici. La BaleHaus è parte di un ampio progetto dell’Università di Bath e di numerosi partner industriali sui materiali rinnovabili per l’industria. Gli ottimi risultati dei test hanno portato alla costruzione di 200 abitazioni e una scuola con  la tecnologia ModCell.

Il prototipo di villa unifamiliare a due piani costruito nel campus universitario è stato sottoposto a una serie di verifiche per attestare le prestazioni nel tempo e la conformità con gli standard industriali. Si è così garantita la commerciabilità degli elementi costruttivi e la possibilità di stipulare contratti assicurativi per gli edifici costruiti in fibre vegetali con la tecnologia ModCell. Tecnici e ricercatori hanno tenuto sotto controllo per un anno i diversi parametri che definiscono la qualità di un materiale da costruzione: isolamento termico e acustico, livelli di umidità, tenuta all’aria e resistenza al fuoco e a carichi statici e dinamici.

La coibentazione offerta dai prefabbricati in fibra è tale da richiedere un minimo apporto di riscaldamento convenzionale, abbassando quindi drasticamente i consumi e l’impatto ambientale da emissioni di gas. I test acustici hanno rilevato l’isolamento da un’intensità di rumore bianco pari a 100 decibel, mentre i pannelli in paglia e canapa compresse hanno resistito al fuoco per oltre due ore, quattro volte più dei requisiti minimi richiesti dalla normativa del Regno Unito. Ma il risultato più straordinario è arrivato dalla simulazione di un uragano.

La spinta del vento sulla BaleHaus è stata simulata dai ricercatori guidati dal professor Pete Walker, direttore del Centre for Innovative Construction Materials, utilizzando martinetti idraulici. Questi spingevano orizzontalmente sulle pareti della casa con una forza superiore alle quattro tonnellate, equivalenti al carico dinamico di un uragano. La costruzione ha resistito alla prova e i risultati servono ora per simulazioni matematiche su modelli di edifici con tre o più piani.

Stefano Mariani

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