La rivincita della canapa contro la diossina: continua il progetto di CanaPuglia, ABAP e CRA

CanaPuglia progetto CanapaLa canapa non è solo una fonte naturale di cibo e della più disparata gamma di prodotti che spaziano dalla carta alla bioedilizia, passando per bioplastiche, biocarburanti, vestiti e materiali futuristici per stoccare energia. La sua importanza può essere fondamentale per gli agricoltori per la sua capacità di migliorare il terreno nel quale viene coltivata, grazie all’ossigenazione che viene effettuata dalle radici che penetrano in profondità, diventando importante nell’ottica di rotazione delle colture, proprio per garantire che la terra mantenga le sue qualità nutritive, che si trasferiscono nelle piante, e nei cibi che ne derivano.

Di più. La canapa ha doti importanti nella lotta all’inquinamento, sia per la sua capacità di assorbire CO2 dall’atmosfera, sia perché estrae dal terreno metalli pesanti come il cadmio o la diossina. Grazie a queste caratteristiche la pianta è stata protagonista del progetto nato dalla collaborazione di CanaPuglia, ABAP (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi) e il CRA (Centro di ricerca per l’Agricoltura) per i terreni contaminati o che si trovano in prossimità di siti industriali.

Si tratta di CANAPA (Coltiviamo Azioni Per Nutrire Abitare Pulire l’Aria) “un progetto di ricerca pioneristico in Italia -spiega un comunicato – sull’efficacia della coltivazione della canapa nel bonificare il territorio agricolo circostante il polo siderurgico e le fabbriche inquinanti di Taranto. Un’iniziativa che ha subito stimolato l’avvio di progetti simili nella Terra dei Fuochi, a Caffaro nel bresciano. L’obbiettivo finale del progetto è circondare l’Ilva con una “green belt” di canapa per stimolare una conversione sostenibile del polo siderurgico e tornare a lavorare la terra nel meraviglioso territorio ionico”.

Uno dei risvolti è stata la semina nella Masseria Fornaro, in prossimità dell’Ilva, i cui terreni e il bestiame furono contaminati dalla diossina. Il risultato fu l’abbattimento di 600 ovini solo in questa masseria, oltre al divieto di pascolo per 20 anni. La speranza per una possibile rivincita è arrivata nell’aprile di quest’anno con la semina di canapa per valutare le capacità di questa pianta di estrarre gli agenti inquinanti dal terreno.

“Dopo il successo della semina effettuata il 5 Aprile 2014 – prosegue il comunicato – sabato 20 settembre dalle ore 11 si potrà assistere al campionamento delle piante e conoscere le varie fasi della sperimentazione che sarà portata avanti per un periodo di 3-5 anni. Si tratta di un progetto di fondamentale importanza per il territorio tarantino e non solo dal punto di vista culturale, ambientale ed economico. Infatti, grazie a questa iniziativa, si potrà valutare, a seguito dell’analisi dei dati, la creazione di una filiera della canapa in grado di migliorare la fertilità del suolo e rappresentare una fonte di reddito per l’agricoltura locale”.

“Per alimentare tale iniziativa – commentano i giovani di CanaPuglia – abbiamo deciso di coinvolgere i cittadini italiani ed esteri perché tutti diventino partecipi di questa best practice rivoluzionaria. Attraverso una piattaforma di crowdfunding, dal primo novembre 2014, si potrà sostenere il progetto CANAPA. con una donazione da tutto il pianeta”.

Redazione Canapaindustriale.it

 

 

commenti su facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *