La First Lady giapponese: “Vorrei coltivare canapa, fa parte della nostra cultura”

Akie AbeTra una composta ospitata in tv ed i numerosi impegni istituzionali, la First Lady del Giappone Akie Abe ha dichiarato il suo amore per la pianta di canapa spiegando che ha preso in considerazione l’idea di coltivarla per far rivivere la storia e la cultura tradizionale del Giappone, che ha sempre visto un largo impiego di questa pianta e dei prodotti che ne derivano.

“La canapa è una pianta che può essere usata efficacemente in tutte le sue parti”, ha sottolineato la signora Abe spiegando che: “Penso che possa essere molto utile anche per scopi medici, anche se in Giappone l’utilizzo terapeutico non è ancora ammesso”. La First Lady ha visitato una fattoria in cui si coltiva canapa nel Giappone occidentale facendosi ritrarre in una foto (in alto a sinistra, ndr) in mezzo alle piante di canapa. “Mi piacerebbe far rivivere la tradizione di coltivazione della canapa del Giappone e ho anche considerato chiedere io stessa un permesso per coltivare la canapa”, ha raccontato in un’intervista al magazine Spa!.

Ad ogni modo il Giappone sulla cannabis mantiene una linea dura: la legge sulla cannabis emanata nel 1948 vieta l’importazione, l’esportazione, la coltivazione e l’acquisto. Ma prima del moderno proibizionismo la canapa era una coltivazione molto diffusa in Giappone ed era utilizzata per fare corde e tessuti, usati anche per gli abiti delle cerimonie imperiali. Infatti ancora oggi ci sono aziende agricole che coltivano canapa legalmente in Giappone, ma sono poche ed hanno bisogno di un permesso speciale.

Probabilmente si tratta di una “spinta” ufficiale per la diffusione di questa coltivazione anche in Giappone, come sta accadendo nel resto del Mondo, come se la storica e tradizionale produzione di tessuti di canapa, tornasse a vivere in un connubio di arte e tecnologia. Le taima-fu (fabbrica di canapa) sono state parte integrante della cultura giapponese fin dal suo inizio. Al pari di ciò che è successo in Italia, le restrizione e l’imposizione sui mercati internazionali di tessuti sintetici dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, hanno impedito il passaggio dalla lavorazione tradizionale alla meccanizzazione, motivo per cui oggi nel paese del Sol Levante è raro trovare un produttore industriale di tessuti e cordami in canapa.

Anche per questo motivo alla fine del 2014 è nata è nata Majotae: un’azienda dedita alla produzione di tessuti di canapa che vuole rilanciare nella modernità questa produzione dimenticata.

Redazione canapindustriale.it

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