Francesca Tronca: “La canapa per metter pace tra moda, uomo e terra”

Francesca Tronca
Francesca Tronca

Per Francesca Tronca “La bellezza diventa perfezione attraverso la cura del dettaglio”. Lei che è modellista dal 1990, grazie alla particolare sensibilità per temi come l’ecologia e l’eco-sostenibilità, da qualche anno si dedica completamente a creare abiti in fibre naturali, canapa in particolare.

Per ora le sue creazioni si possono trovare in diversi punti vendita come grow-shop e negozi che vendono prodotti a base di canapa, oltre che nelle fiere dedicate a questa pianta. Ma i prossimi passi saranno quelli dell’apertura di uno shop online e poi il tentativo di coronare il progetto con una boutique.

Come e quando è iniziato questo progetto?
È cominciato tutto nel 2013 anche se è da sempre il mio sogno nel cassetto. La cosa viene da lontano nel senso che la coltivazione della canapa in passato era molto estesa e io ne ho sempre sentito parlare da mia mamma perché nel Veneto la coltivavano. Dopo aver provato dei capi in canapa mi sono innamorata di questo tessuto e del modo che ha di cadere oltre che delle sue proprietà e visto che stava ritornando come coltivazione anche qui, mi piaceva tantissimo l’idea usare questa pianta miracolosa di cui non si butta via nulla. Ora sono qui che aspetto la fibra italiana.

Tu dove la reperisci?
Img 3Io mi rivolgo a fornitori italiani che acquistano all’estero la fibra e fanno già dei tessuti. Può essere rumena, moldava oppure cinese. Io ho della canapa color naturale che mi hanno assicurato essere di produzione europea, poi ne ho di più sbiancata che è invece cinese.

Ma nell’est Europa hanno quindi impianti di lavorazione per la canapa tessile?
Credo che lì non abbiano mai smesso di coltivarla, nemmeno durante il proibizionismo, nell’ex blocco sovietico sono andati avanti, al contrario di ciò che è successo in America ed in Europa.

E come va la tua attività?
Img 4Piano piano stiamo crescendo. I tessuti hanno un costo alto e poi l’abito viene confezionato in Italia da me o dai miei collaboratori e alla fine io esco con un prezzo alto per i negozi. Ci sono persone molto interessate e tenti amatori che cercano capi fatti con determinati tessuti e tinture doc, però la maggior parte delle persone vuole il capo economico e fa fatica a capire che una mia camicia possa costare 100 o più euro quando trova nei grandi magazzini la camicia di lino che costa 20 euro, perché non sa cosa ci sia dietro. Bisogna educare le persone a capire anche che il prodotto che acquistano ha tutta una filiera dietro di sé, è difficile ma piano piano ci si arriverà.

Ci vuoi ricordare le proprietà di questo tessuto che hai accennato prima?
La canapa è una fibra cava ed è quindi termoregolatrice: assorbe l’umidità del corpo, protegge dai raggi ultravioletti e va bene sia in estate che in inverno proprio per queste sue capacità. È bellissimo da tenere addosso per il comfort che ti dà, infatti tante persone con cui parlo mi dicono che in effetti, una volta provata, si sente la differenza nell’indossarla. È un tessuto che ti coccola, è un po’ come la lana, anche se non tiene così caldo, ma per l’effetto che dà io la la chiamo la lana vegetale.

Cosa ti aspetti per il futuro?
Io la vedo bene, anche se l’aspetto economico è difficile la passione ci fa andare avanti. La cosa bella è che nonostante tutto non si è persa la memoria anche perché molte persone anziane si ricordano di cosa sia stata la canapa e lo trasmettono. Per me creare abiti con la nobile fibra di canapa significa mettere pace tra moda, uomo e terra.

Mario Catania

Pubblicato su Canapa Industriale n°4, speciale 2016

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