Tarì Rural Design: dalla Sicilia le borse d’autore fatte di canapa

Vucciria Donna Franca
La borsa “Vucciria”

Dall’agricoltura all’artigianato d’autore con una vocazione fashion: nascono così le borse di Tarì rural design, per esaltare diverse eccellenze della Sicilia. L’idea alla base del progetto è stata quella di dare ad alcune aziende agricole siciliane una fornitura di sacchi in canapa per la tradizionale raccolta delle olive. Gli stessi sacchi sono poi stati recuperati dall’azienda per farne la base delle borse stesse: dunque un prodotto riutilizzato che diventa spunto per creare qualcosa di nuovo, puntando tutto sulle eccellenze locali. Dai materiali ai nomi stessi delle borse tutto rimanda alla memoria di una Sicilia dimenticata che proprio nel suo passato e nelle sue tradizioni può trovare la forza e l’energia per guardare ad un futuro diverso, più sostenibile ed umano, anche nel settore della moda. Ne abbiamo parlato con Ezio Lauricella, 30enne che dopo aver ideato il marchio Cum Laude che realizza capi d’abbigliamento con materiali sostenibili per il quale ha declinato un’offerta milionaria proveniente da un emiro, ha lanciato questo nuovo progetto insieme ad Angelo Ferrera, designer e product manager.

Come è nata l’idea di utilizzare vecchi sacchi di canapa per creare delle borse d’autore?

Sacco di canapa
Sacco di canapa

La nuova collezione di borse Tarì rural design vuol celebrare  l’ingegnosa operosità del valore artigiano in un progetto più ampio di rilancio della cultura locale che abbraccia trasversalmente le eccellenze dell’isola, agricoltura in primis. L’amore per il territorio ci ha portato appunto ad interessare uno stretto dialogo con alcune aziende agricole siciliane che hanno ricevuto in dono varie forniture di sacchi di canapa per la raccolta delle olive. Una sensibilità verso i cicli naturali della Sicilia contadina che si è trasformata presto in una vocazione al local fashion: i lavoratori a fine raccolto hanno ridato all’imprenditore i sacchi, utilizzati poi come materiali per la realizzazione della nuova collezione Tarì.

I sacchi di canapa sono stati recuperati da aziende che li avevano o li avete realizzati voi?
I sacchi sono stati cuciti a mano dai nostri artigiani e dati in dono agli agricoltori

Ezio Lauricella
Ezio Lauricella

Come nascono i nomi delle borse?
I nomi delle borse tramandano la memoria di una Sicilia scomparsa, una Palermo che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento aveva scelto il modernismo – la cosiddetta art-nouveau – per realizzare opere che mostrassero la ricchezza economica e culturale di una città, mostrata in tutto il suo splendore negli interni del Teatro Massimo. Palermo vede con Ernesto Basile il fiorire del liberty più elegante e raffinato, e con la mafia la cementificazione selvaggia di un sogno. Oggi queste suggestioni prendono nuovamente vita nel sogno lucido del nostro team.

Cosa significa per un’azienda legata alla moda essere sostenibile?
Tarì rural design storce il naso al “fast fashion” e diventa il simbolo della morigeratezza propositiva. Tale valore culturale del prodotto ha dato il via al contempo ad un sistema green di ri-utilizzo di materiali e al piano di marketing improntato sulla valorizzazione di elementi glocal. Il brand Tarì rural design è la nostra risposta concreta alla sempre più pervasiva crisi economica, ambientale e sociale. Il concetto esteso di sostenibilità si sposa semplicemente con il senso di ricerca di benessere, migliore qualità della vita, maggiore responsabilizzazione nei confronti del mondo in cui viviamo. Un progetto pensato fin dalla sua origine al fashion-luxury business, ma che coniuga alla unicità ed esclusività del prodotto un messaggio forte di sostenibilità a tutto tondo, che va dal rispetto per l’ambiente all’impegno a garantire condizioni di lavoro e remunerazioni adeguate ai lavoratori, fino alla promozione di una ritrovata coscienza etica nelle scelte di consumo. Affrontare un percorso sostenibile sicuramente richiede effettuare investimenti non recuperabili (soprattutto in ricerca e innovazione) e trasformare la struttura organizzativa dell’impresa. Apparentemente costoso, questo processo di ammodernamento culturale rappresenta un valore aggiunto poiché quando la maggiore qualità si traduce in nuovi valori per i consumatori, la redditività dell’impresa può senza dubbio aumentare. Presto tutti dovremo inevitabilmente cambiare, per scelta o per necessità.

Mario Catania

 

 

commenti su facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *