Carmagnola e Fibranova cancellate dall’elenco delle varietà del MIPAAFT

La Carmagnola, celebre varietà di canapa italiana che in passato ha travalicato i nostri confini per l’ottima qualità della fibra che produce, è stata cancellata dell’elenco delle varietà del MIPAAFT, il ministero delle Politiche agricole, forestali e del turismo.

Da un rapido controllo sul sito, è infatti possibile vedere che la Carmagnola, la CS (Carmagnola Selezionata) e anche la Fibranova, hanno come stato quello di “cancellata“, mentre i diritti sono tornati al CREA-CIN, che li deteneva prima di affidarli esternamente.

Quelli della Carmagnola e della CS appartenevano ad Assocanapa, il cui ex presidente e fondatore è Felice Giraudo è stato tra gli artefici del recupero di questa varietà in tempi recenti.

Se da una parte Giraudo ha raccontato a dolcevitaonline.it che: “Non mi risulta che sia stata tolta dalle varietà coltivabili e il contratto scade a fine 2019. In passato c’erano stati dei problemi in Germania (quando sembrava che la varietà potesse sforare il limite di THC dello 0,2%, nda) ma non so nulla di questa cosa”, dall’altra il dottor Gianpaolo Grassi, primo ricercatore del CREA-CIN di Rovigo, ha confermato la cancellazione.

Ad oggi la varietà continua però ad essere compresa tra le varietà certificate a livello europeo, come testimonia lo screenshot qui a fianco.

Per il futuro si aprono nuovi scenari: se la cancellazione dei diritti verrà confermata, significa che il CREA-CIN dovrà procedere con un bando o con una manifestazione di interesse per affidarla ad un’altra azienda.

Una delle possibilità è che si sia stato semplicemente un problema burocratico: la registrazione delle varietà dura infatti 9 anni, e quella delle varietà in questione era iniziata nel 2010. Il problema è che, nonostante la scadenza sia prevista a fine 2019, la domanda di rinnovo va fatta un anno in anticipo, probabilmente per garantire la riproduzione del seme.
Ad ogni modo ad oggi, gli agricoltori che sono in possesso di sementi certificate delle varietà cancellate, possono seminarle senza problemi; il problema si ripresenterà nel 2020, perché, visto che erano genetiche di cui il seme già scarseggiava, se non saranno riprodotte, probabilmente l’anno prossimo non saranno disponibili, con un grave danno per la canapicoltura italiana, che rischia di perdere delle varietà di pregio.

Redazione di canapaindustriale.it

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