Salvini: “Chiuderemo i negozi di cannabis e vieteremo le feste”

Per la canapa italiana non sembra esserci pace. Dopo i passi avanti fatti nella scorsa legislatura, con dei buoni provvedimenti presi nei confronti della cannabis in medicina e l’approvazione della legge quadro sulla canapa industriale, è cambiato tutto da quando Matteo Salvini è diventato ministro dell’Interno.

Lui che quando negli ’90 si definiva un comunista padano e spiegava: “Noi ci rapportiamo alle tematiche classiche della sinistra, dalla forte presenza statale alla liberalizzazione delle droghe leggere”, oggi, forse anche per aumentare lo scontro con il M5S da sempre favorevole alla legalizzazione, non perde tempo di attaccare la canapa italiana in un continuo crescendo.

La strada era stata già abbastanza chiara quando aveva scelto come deputato alle politiche antidroga Fontana, che sugli stupefacenti ha un’impostazione che avrebbe fatto impallidire anche Nixon quando lanciò la guerra alla droga negli anni ’70. Ma ora continua ad alzare il tiro. Non è passata nemmeno una settimana da quando aveva detto che un negozio di canapa su due è dedito allo spaccio, affermazione grave e non supportata da nessun dato statistico reale, che oggi è arrivato a dire che chiuderà “uno a uno tutti negozi di canapa legale” e “Chiederò che siano vietate anche tutte le feste a base di cannabis”; più che un’idea politica, una minaccia bella e buona.

Noi non possiamo far altro che sottolineare che siano posizioni assurde, soprattutto visto che sono relative ad un fenomeno innocuo come quello della cannabis light, che, se giustamente supportato dalle istituzioni, sarebbe potuto diventare il volano per la crescita di tutto il settore. Un settore che dovrebbe essere caro anche alla Lega, legata al territorio, alla terra e agli agricoltori, che invece viene osteggiato per pregiudizio ed usato come tema per riscaldare gli animi in campagna elettorale. Speriamo che le associazioni di settore reagiscano a questi continui attacchi ingiustificati, mostrando che il settore della canapa italiana è fatto da persone oneste, che hanno investito soldi e tempo per creare un’economia sostenibile che sta crescendo in tutto il mondo.

La prima reazione è arrivata dal senatore dei 5 stelle Matteo Mantero, che poco tempo fa aveva proposto una legge per l’autoproduzione di cannabis: “Se Salvini continua su questa strada gli unici a festeggiare saranno gli spacciatori”.

Redazione di canapaindustriale.it

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