Agricoltura: pubblicato il decreto che porta a 25mila euro il “de minimis” per le aziende agricole

Il nuovo limite dell’importo complessivo degli aiuti “de minimis” per le imprese agricole, nell’arco di un triennio, è stato portato a 25mila euro. E il decreto del ministero delle Politiche Agricole, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ne ha dato l’ufficialità.

Il “de minimis” è stato portato dall’Unione europea nel febbraio 2019 a 20mila euro ma occorreva dare operatività concreta al “Registro degli aiuti” per avere finalmente l’importo massimo riportato nel Regolamento n. 316 del 2019, ovvero 25mila euro. Una volta accertata la funzionalità del registro, si è potuto procedere alla ripartizione dell’ammontare tra le singole regioni, a cui spetta il 75% della cifra totale che per l’Italia è pari a oltre 840 milioni di euro, e alla pubblicazione del relativo decreto ministeriale.

“Sebbene si tratti di un importante passo in avanti, basti pensare che sino al 2014 il de minimis è stato pari ad appena 7.500 euro, anno in cui fu portato a 15mila – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – parliamo comunque di un
importo modesto se paragonato a quello delle imprese non agricole che possono contare su un de minimis a 200mila euro, in situazione standard no-Covid19. Ciò è frutto della convinzione da parte della Commissione Ue che la quota molto importante di bilancio comunitario in favore del settore agricolo non si concilia con aiuti di stato consistenti che potrebbero ledere la concorrenza tra imprese. Purtroppo questa considerazione non tiene conto, però, delle situazioni di blocco degli aiuti del secondo pilastro della PAC, erogati tramite i PSR, come accade attualmente in grandi regioni, come la Puglia. L’agricoltura, pertanto – prosegue il Sottosegretario L’Abbate (M5S) – non chiede maggiori aiuti ma l’utilizzo di quelli già concessi, in linea con quanto accade in tutti i Paesi industrializzati. Per il futuro, il corretto funzionamento del Registro consentirà anzitutto di semplificare l’accesso delle imprese a tali aiuti ma potrà anche essere la base per ulteriori auspicati incrementi”.

Il cosiddetto Regime de minimis è un regime definito dall’Unione europea secondo cui gli aiuti finanziari concessi alla medesima impresa, sommati fra di loro, non devono superare il limite massimo stabilito.
Con recente circolare l’ENAPRA (Ente Formativo di Confagricoltura) ha precisato gli ambiti applicativi della nuova disciplina agli aspetti formativi e ciò in particolare in relazione agli aiuti in precedenza normati sulla base del Regolamento UE 2014/651.

Secondo l’ENAPRA, in sostanza, gli aiuti di stato alla formazione nelle imprese agricole possono essere previsti con due modalità alternative e facoltizzate:

1) Regolamento UE n. 651/2014 (Sez. 5 – art. 31, Regime di aiuti alla Formazione): in questo caso gli aiuti vengono concessi, come indicato sopra, solo per attività formative che non rientrano nella “fattispecie obbligatoria” (formazione organizzata dalle imprese per conformarsi alla normativa nazionale).

L’intensità di aiuto alla formazione non può superare il 50 % dei costi ammissibili dell’intervento previsto. Tale percentuale può essere aumentata al massimo fino al 80 % dei costi ammissibili al verificarsi delle seguenti condizioni, anche cumulabili tra loro: a) finanziamento richiesto da una piccola impresa: aumento di 20 punti percentuali; b) finanziamento richiesto da una media impresa: aumento di 10 punti percentuali; c) formazione destinata a lavoratori con disabilità o svantaggiati: aumento di 10 punti percentuali.

2) Regolamento UE n. 316 (2019): come indicato sopra, la disciplina del de minimis del settore agricolo implica che un’impresa non possa usufruire, in tre anni, di aiuti in regime de minimis complessivi superiori a 20mila euro o a 25mila euro in base alle scelte dello Stato membro.

L’intensità del finanziamento è pari al 100% e non sussiste quindi l’obbligo di dimostrare alcun cofinanziamento. Sono ammesse anche attività formative definite obbligatorie dalla normativa vigente.

Redazione di canapaindustriale.it

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