Le mascherine in canapa compostabili per ridurre l’inquinamento

23 Settembre 2020 | Aziende, Tessile

Dal campo al compost: è il viaggio che fanno a fine vita le mascherine in canapa create in Francia, a partire da un forte motivo ambientale.

Il punto di partenza è che in tutto il mondo, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology, ogni mese vengono utilizzati circa 129 miliardi di maschere usa e getta e 65 miliardi di guanti. La maggior parte degli indumenti protettivi monouso è realizzata in plastica tra cui polipropilene, politene e vinile. Questa mole enorme di plastica usa e getta finisce in gran parte negli oceani e potrebbe impiegare fino a 450 anni per decomporsi, secondo il gruppo di attivisti Waste Free Oceans.

La buona notizia è che ci sono diverse aziende che hanno pensato ad una soluzione. E’ il caso, ad esempio, di aziende italiane come Bioversi, Maeko Tessuti, o Campanapa, che da tempo, proprio per evitare l’uso smodato di dispositivi usa e getta fatti in plastica, hanno proposto le proprie alternative a partire dalla canapa.

La stessa idea avuta in Francia dove nell’azienda Geochanvre utilizzano un laser per tagliare la tela di canapa che sarà poi usata per le mascherine, che secondo il produttore sono le prime maschere facciali compostabili in Europa. Le mascherine sono composte da un pezzo di feltro filtrante di canapa con uno strato di fibre di canapa francese al 100% senza colla, additivi o trattamento, rivestito con un velo protettivo PLA scuro (a base di amido di mais, biocompostabile secondo la norma EN13432).

“È un’eresia non vietare i prodotti in polietilene, i materiali che vengono spediti in tutti gli angoli del mondo. Usa materiali agricoli locali “, ha detto alla Reuters Frédéric Roure, presidente e fondatore di Geochanvre. “Questo è un prodotto naturale e tornerà nel terreno.”

I clienti, principalmente dall’Europa e dal Canada, hanno acquistato finora 1,4 milioni di maschere di canapa da marzo.

Redazione di Canapaindustriale.it

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