Colombia: le aziende puntano a sviluppare genetiche tropicali dalle caratteristiche uniche

1 Ottobre 2020 | Canapicoltura e infiorescenze, Economia e politica

L’obiettivo finale per gli attori della canapa industriale in Colombia, e per quella del Sud America più in generale, è quello di creare un seme che ancora non esiste: quello che possa dare vita a una genetica che prosperi in climi con solo 12 ore di luce diurna tutto l’anno, ma che allo stesso tempo garantisca un basso contenuto di THC.

E secondo l’opinione di Ivan Moreno, giornalista di Hemp Industry Daily, “la Colombia, con la sua variegata geografia e il suo clima tropicale, è diventata un luogo ideale non solo per cercare quell’inafferrabile cultivar, ma anche per allevare semi in grado di resistere alle malattie fungine causate dall’umidità e semi che non supereranno mai le soglie di basso THC stabilite dai paesi che hanno legalizzato la canapa”.

Il momento è quello giusto, anche perché il settore della canapa industriale sta crescendo nel paese e nel resto del continente, che si sta attrezzando per diventare un nuovo coltivatore massimo dopo Canada, Stati Uniti ed Europa.

Secondo Ryan Douglas, che è stato il responsabile delle coltivazioni per Canopy Growth quando l’azienda nacque nel 2013, “La coltivazione di piante per i tropici è unica. Offrirà anche un enorme vantaggio ai paesi che legalizzano la coltivazione di canapa a  latitudini simili a quelle della Colombia, dal momento che non dovranno ricominciare da zero”.

E una differenza che va sottolineata rispetto a ciò che sta accadendo in USA, è che il governo colombiano registra e certifica i semi di cannabis per garantire che siano stabili e omogenei. E per Douglas, che si è trasferito nel paese nel 2016 dopo la legalizzazione della cannabis ad uso medico, “ci sarà una domanda immediata di grandi volumi di semi di qualità, e al momento non esistono”. Se è vero che ad esempio in Europa abbiamo oltre 60 varietà di canapa registrate, è anche vero che quasi tutte sono state sviluppate per ricavare fibra e canapulo, ma le esigenze del mercato di oggi, vedi i fiori con alti livelli di CBD o le coltivazioni per estrazione, sono diverse.

Ed è la stessa opinione di Manuel Baselga, co-fondatore e membro del consiglio di amministrazione della Savanna Ventures di Bogotà, secondo il quale: “Avere un registro delle cultivar certificato dal governo dà alla Colombia un vantaggio unico nel commercio di semi di cannabis”.

Ora non resta che aspettare le evoluzioni di questa ricerca, perché anche il Sud America possa dire la sua in un settore emergente dalle enormi potenzialità.

Redazione di Canapaindustriale.it

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