Patagonia: un accordo con il Colorado per la fibra tessile made in USA

28 Novembre 2020 | Economia e mercati, Innovazione e altri usi, Tessile

Un interessante sodalizio tra una celebre azienda del campo outdoor e lo Stato del Colorado rimarca le molteplici proprietà della canapa nel settore tessile. Protagonista è il marchio Patagonia, che già da un decennio utilizza il tessuto di canapa nella sua linea di abbigliamento da lavoro: le fibre resistenti vengono utilizzate per diversi capi, tra cui pantaloni e giacche da lavoro.

Nell’ambito di un nuovo programma pilota tra la Patagonia e il Colorado, l’azienda si è assicurata semi di canapa provenienti dalla Cina per una fattoria nella San Luis Valley, la quale produrrà canapa che verrà utilizzata per produrre tessuti. Come spiegato da Westword.com, la partnership riflette le ambizioni dell’amministrazione con il governatore Jared Polis con uno specifico obiettivo: incrementare la partnership tra l’industria della canapa dello stato e le società nazionali. 

Basta Cina: Patagonia sceglie il tessuto made in USA

La coltivazione della canapa era illegale a livello federale in America fino alla fine del 2018, così tutti i tessuti di canapa usati dal brand Patagonia, fino a quest’anno provenivano dalla Cina. La nuova operazione si prospetta ottima, come ha sottolineato Polis: “Questa partnership è davvero eccezionale. Riunisce la nostra forte presenza nel settore outdoor, il commercio internazionale e la nostra crescente industria della canapa”. 

Ean Seeb, consulente di Polis per le politiche sulla cannabis, aveva scoperto che Patagonia produceva vestiti di canapa. Suo suocero, proprietario di un negozio di attività outdoor nel Michigan e acquirente di lunga data di questo marchio, lo informò di questa correlazione. Seeb si è poi messo al lavoro per organizzare un incontro tra i rappresentanti di Patagonia e lo staff del governatore. Come luogo ideale per dar vita a questo sodalizio, è stato scelto l’annuale Outdoor Retailer Show di Denver, una delle più grandi esposizioni all’aperto del Paese. 

Le varietà di canapa specifiche per il tessile

Polis e il suo staff sono stati presentati a Ed Auman, direttore di Patagonia Workwear. “Quasi tutti i tessuti di canapa fino ad oggi provengono dalla Cina. Lo fanno da 1.000 anni, quindi sono esperti su come coltivarla, trasformarlo in fibra e, in definitiva, in un tessuto tessile”, spiega Auman. “Il nostro fornitore in Cina ha procurato i semi di canapa. Quello era il punto cruciale, ovvero essere in grado di ottenere semi di canapa specifici per il tessile, così abbiamo dovuto importarli e spedirli nella San Luis Valley”.

I vantaggi della canapa tessile

La partnership potrebbe essere vantaggiosa per agricoltori e produttori di abbigliamento, anche perché la canapa richiede meno acqua delle patate (una coltivazione molto diffusa nella San Luis Valley) ed è più resistente della maggior parte delle fibre di abbigliamento. “La canapa richiede pochissima acqua, al contrario del cotone, che richiede molto per crescere. Inoltre la canapa non richiede realmente pesticidi ed è una cosa facile da coltivare in modo organico”, dice Auman. “La canapa è la fibra naturale più resistente del pianeta e quando si parla di abbigliamento da lavoro occorre che le fibre siano il più resistenti possibile”. Da Patagonia sottolineano le molteplici qualità della canapa nel mondo tessile: “Ha un’elevata traspirabilità, senza sacrificare la durata e la resistenza all’abrasione. Inoltre – aggiungono dall’azienda – la canapa necessita poca irrigazione, consente un risparmio economico e di risorse, non richiede fertilizzanti sintetici o meno naturali rispetto ad altre colture”. 

Vesna Zujovic