La cannabis light secondo THCbd: “E’ un nuovo modo di vivere l’erba”

28 Dicembre 2020 | Aziende

“Noi, come tutti gli attori del mercato, abbiamo bisogno di una legge chiara, sensata ed efficace, per tutelare prima di tutto i consumatori e di conseguenza le aziende che negli ultimi anni stanno subendo i continui sbalzi della politica impedendo certezza per gli imprenditori e chiarezza e salubrità per i clienti. La legge ci ha dato una possibilità a metà e la stiamo sfruttando al meglio ma potremmo e vorremmo fare di più con benefici indiscutibili per i diretti interessati ma soprattutto per l’intera società”. Inizia così la nostra chiacchierata con Mattia Piovani di THCbd, l’azienda italiana nata da una collaborazione con Dinafem, che coltiva cannabis light in serra vicino a Padova.

Un progetto che ha portato 4 nuove varietà sul mercato italiano, e che, grazie all’entusiasmo dei 5 ragazzi che compongono il gruppo, continua a regalare novità. Per capire meglio come è nata questa avventura, quali sono gli obiettivi, e come sta funzionando, ne abbiamo parlato direttamente con Mattia, che per THCbd è il responsabile della comunicazione.

Come nasce il progetto THCbd?
THCbd nasce dalla volontà di lavorare con la canapa, di rendere questa pianta parte della nostra vita al punto da permetterci prospettive di vita e di crescita in un periodo in cui il lavoro precario è una costante con cui confrontarsi giorno per giorno.
Dopo un primo periodo passato in una piccola e “sgangherata” situazione abbiamo contattato Dinafem convinti di aver strutturato una squadra in grado di affrontare il grande piano prefissato, diventare una delle aziende di riferimento in Italia per la produzione di canapa da fiore. Siamo quindi partiti, in una giornata di novembre, in macchina, per la Spagna. Eccitati per l’incontro che avremmo avuto con Dinafem e con la speranza di tornare con delle buone prospettive, grazie a Nico (fidato collaboratore di Dinafem), abbiamo trovato subito il feeling necessario per affrontare il viaggio di ritorno con un accordo. Da lì con il continuo e fondamentale sostegno e la fiducia del nostro prezioso partner abbiamo ristrutturato l’ambiente di coltivazione secondo le nostre esigenze, lavoro che ha richiesto un anno di impegno no stop per noi 5 soci e qualche indispensabile amico, e con grande orgoglio abbiamo allestito una delle migliori coltivazioni di canapa in Italia.
Nell autunno del 2019 avevamo i reparti pronti e le piante rodate e testate sul nostro specifico ambiente ed abbiamo iniziato la produzione che ci ha portati alla presentazione della Dinamed Kush presso Canapa Mundi, nel febbraio del 2020; dopo un anno siamo in dozzine di negozi in tutta Italia con 4 fantastiche varietà e continuiamo la nostra espansione grazie ai tanti clienti che riconoscono la qualità del prodotto.
Ad oggi abbiamo grandi progetti per l’anno che verrà, ma li sveleremo strada facendo!

A chi si rivolgono i prodotti THCbd?

Credo che in generale la Cannabis Light sia un nuovo modo di vivere l’erba, è una risposta alle esigenze di molti che, con l’età e gli impegni lavorativi, non possono più permettersi un pomeriggio di relax sul divano ma devono essere operativi nell’arco della giornata, almeno questo riportano la maggior parte dei nostri affezionati.
Altri effetti apprezzati sono la conciliazione al sonno, il rilassamento muscolare, la riduzione dello stress ma anche, semplicemente, un piacevole passatempo. Nel nostro specifico caso i nostri prodotti sono sicuramente rivolti ad un pubblico di intenditori che hanno l’esperienza per poter riconoscere il valore qualitativo dei fiori, la differenza e particolarità di aromi tra le 4 genetiche disponibili, la compattezza e lucentezza dei fiori: brillano!
Dietro a questi risultati c’è la inconfondibile, per chi conosce l’ambiente, mano di Dinafem che ci ha aperto la strada con le sue eccezionali selezioni.

Qual è la differenza principale dagli altri brand di cannabis light?
Mattia Piovani

Il punto di forza principale di THCbd è la passione, sia perché ci rende il lavoro piacevole, e si sa, le cose fatte con gioia vengono meglio, sia perché le decisioni aziendali vengono prese, in primis, pensando alla qualità del prodotto ed alla qualità del lavoro di noi soci e dei nostri collaboratori.
Abbiamo sempre vissuto nel mondo della canapa e ci sentiamo in grado di poter contribuire alla causa antiproibizionista dimostrando serietà, professionalità e dedizione al lavoro per rendere chiaro il beneficio della legalizzazione non solo nei confronti dei diretti interessati ma anche di coloro che non conoscono o che non si interessano della materia. Dipendenti, fornitori, negozianti di tutti i tipi, lo stesso stato beneficiano del nostro lavoro e questo ci rende “membri produttivi ed utili della società”.

Dalla coltivazione al prodotto confezionato: fate tutto in azienda?
Sì, per noi è importante svolgere internamente all’azienda ogni passo che ci porta dalla pianta al fiore confezionato; la maggior parte delle operazioni è svolta a mano dettaglio fondamentale per mantenere alto lo standard e verificare la qualità.
Dove invece vengono utilizzati macchinari ci siamo preoccupati di scegliere la tecnologia con le migliori prestazioni, a nostro avviso, nel mercato. Credo che questo approccio al lavoro ci renda in qualche maniera differenti da tanti altri brand anche se fortunatamente non siamo gli unici.
Poi abbiamo allestito la serra per produrre tutto l’anno a ciclo continuo garantendo prodotto fresco in tutte le stagioni con un ridotto impatto ambientale, infatti essendo in serra utilizziamo prevalentemente la luce del sole e solo in supporto le lampade riducendo i consumi; il riscaldamento è geotermico, siamo in zona termale e tramite un semplice pozzo possiamo riscaldare la serra senza consumare combustibili inquinanti; d’estate invece rinfreschiamo con quello che si chiama “Cooling System” che tramite la semplice evaporazione dell’acqua forzata da degli estrattori abbassa le temperature senza utilizzare tutta la corrente che invece consumerebbero i normali condizionatori.
Essendo la canapa la nostra passione non possiamo fare altro che guardare con ammirazione e rispetto la natura in generale e quindi adoperarci per tutelarla il più possibile

Dove sono le coltivazioni? 

La coltivazione si trova in un parco naturale, il parco dei Colli Euganei, che, quando non c’è nebbia, regala una vista eccezionale. Animali selvatici, aria pulita, vigne in ogni dove, venire al lavoro è anche un modo per evadere dalla città. Lavorando con le piante si impara che la vita ha i suoi tempi e forzarli non da sempre buoni risultati, anzi. Essere a contatto con la natura dentro e fuori la serra rende tutto un po più lento e piacevole, non sempre ma spesso!
Oltre alle caratteristiche termali della zona che ci permettono la produzione invernale, c’è anche quest’aspetto da non sottovalutare: uscendo dal traffico cittadino ci si inerpica su dolci e verdi colline, albe, tramonti, giornate di sole eccezionali fanno parte del nostro tragitto casa lavoro.

Principalmente coltivate in serra, indoor o outdoor?

Principalmente coltiviamo in serra, ma è riduttivo chiamarla così, una serra sembra un semplice pezzo di nylon messo sopra a delle piante ma non lo è. La nostra serra è come un indoor, ma più efficiente. Possiamo gestire ogni parametro ambientale temperatura, umidità, fino ad arrivare al giusto livello di luce PAR e a condizionare il fotoperiodo. Oltre alla luce artificiale abbiamo a disposizione la fonte luminosa per eccellenza, il sole, visto che le piante arrivano da milioni di anni di evoluzione grazie ad esso.

Quali tecniche utilizzate?

Coltiviamo su “terra” un substrato a base di cocco, perlite, e sostanze organiche compostate. Non usiamo fitofarmaci, se non autorizzati per coltivazione biologica: applichiamo la lotta integrata. È una pratica di difesa delle colture che prevede una drastica riduzione dell’uso di fitofarmaci mettendo in atto diversi accorgimenti. L’uso di fitofarmaci per niente tossici per l’uomo e per gli insetti utili sono la nostra risorsa, abbinata alla lotta biologica attraverso l’uso di “insetti buoni”.

Potete svelarci qualche trucco?

Ahahahaha, non è magia, non è neppure una cosa così fuori portata. Serve solo molto tempo da dedicare alla natura, non per modificarla ma per osservarla… Non c’è cosa così perfetta come la natura.

THCbd lavora solo per il mercato italiano o anche per altri? E nel caso quali sono le differenze?

Lavoriamo, per ora, solo in Italia, anche se stiamo portando avanti un attento e minuzioso lavoro di selezione supportato anche da uno stagista, Andrea, dell’università di Bologna, che sta svolgendo da noi la tesi di laurea. La ricerca ci permetterà di affrontare le nuove sfide, adesso quella del mercato europeo, con la garanzia di non commettere errori e di fornire sempre un prodotto legale e di altissima qualità. Lo studio è volto a rispettare il limite di THC, 0.2% (forse prossimo 0,3%), imposto dalla maggior parte delle nazioni europee a differenza dell’Italia che invece ha una tolleranza che ci permette di arrivare allo 0,5%. Le condizioni ambientali, i nutrimenti, le piante di partenza sono i fattori che stiamo studiando con lo scopo di creare un protocollo di coltivazione che permetta la coltivazione della canapa senza la paura di trovarsi con un prodotto illegale per noi, i negozianti ed i clienti finali.
Stiamo procedendo senza indugi con la sperimentazione di diversi protocolli ipotizzati e speriamo entro l’estate di avere un prodotto dagli aromi intensi e con basse percentuali di THC da esportare in tutta Europa e chissà…

Mario Catania 

THCbd reparto fioritura

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