Come pulire le piante madri di cannabis

31 Marzo 2021 | Canapicoltura e infiorescenze

Come si puliscono le piante madri? Ve lo spiega Markab del team di THCbd in questo articolo.

“Brrr, oggi fa veramente freddo”: è sempre lo stesso pensiero che mi pervade prima di varcare la soglia del lavoro. Finalmente arrivato e sì, uno dei vantaggi di lavorare in una serra con riscaldamento geotermico, è il piacere di passare dai -2° C della pianura padana in Febbraio a 20° C nella serra di THCbd; ok fare il contadino, ma se possibile gradisco farlo con le comodità del ventunesimo secolo.

Caffettino e pronti a partire, oggi mi occupo delle piante madri.

Buongiorno fanciulle, passata una buona nottata? Oggi ho tempo e attenzioni solo per voi, l’ultima volta che avete figliato (propagazione agamica) non sono riuscito a sistemarvi come si deve, vedo che alcune di voi hanno dei rametti fuori posto e doppie punte che escono qua e là dalle vostre belle chiome. Chi vuole essere la prima? 

Critical Plus tu sei sempre la solita con il risveglio lento, non capisco se le tue enormi foglie, tipiche della varietà critical, pesano troppo e fai fatica la mattina ad alzarle o se è proprio pigrizia, aspetti sempre la tarda mattinata per farti vedere nella tua splendida forma.

Dinamed Kush, qui passo io, mi si incrociano gli occhi a pensare di rovistare in quel cespuglio piccolo e compatto, hai tutti i tratti delle tue antenate Afgan kush, se non ti dispiace appena fa più luce mi dedico a te come si deve, intanto sai che l’ultima è sempre la Critical Plus quella dormigliona.

Sour Orange, tu sei la più bella e alta con i tuoi rami lisci e slanciati sembri una modella, e mi sa che sei anche un pelino narcisa, ma oggi mi dispiace non parto da te, ma sei la prossima tranquilla.

Critical Kush, non dirlo alle altre ma tu sei la mia preferita, con quella tua postura da Kush moderna, bella areata, con poche foglie, gonfie e morbide come il velluto, grandi abbastanza da soddisfare i tuoi bisogni di fotosintesi. Tu sei la prescelta per iniziare la giornata, pronta a cominciare? Gradisce solo taglio o anche shampoo e balsamo?

Vado a preparami, disinfetto mani e tutti gli strumenti da taglio, cerco un bel vaso capiente che faccia da cestino per le potature (così sporco meno a terra e devo pulire meno a fine giornata), in fine mi preparo dei contenitori con dell’acqua fresca, per le talee, è un dispiacere dover gettare parti di una pianta viva senza dargli una più onorevole seconda vita.

Prima di tutto perlustrazione: giro attorno alla pianta madre osservandola da fuori, a volte accarezzandola a volte attratto da qualche apicale affondo lo sguardo al suo interno, cerco di individuare i rami principali quelli più grossi, con il maggior apporto di linfa, per comprendere la struttura della pianta che sto affrontando.

Prima di sedermi alla base del vaso per immergermi al suo interno e cominciare la vera pulizia, valuto se ha necessità di una aggiustatina esterna, individuo due apicali che stanno un po’ svettando rispetto alle altre, prima di tagliarle, seguo i loro rami accarezzandoli delicatamente con due dita fino alla base. In questo caso una cima è direttamente collegata al tronco principale nella parte alta, una facile potatura! Basta valutare l’altezza media delle altre apicali, individuare l’internodo di riferimento con la gemma che diventerà la prossima apicale del ramo e tagliate.

Per non far danni a pianta e germoglio, appoggio delicatamente la lama delle forbici (ben affilate e appuntite) sul ramo da tagliare qualche centimetro sopra all’internodo, piano piano scendo fino ad incontrare il germoglio, che salverò, e affondo tagliando di netto.

Affronto ora l’altro meristema, accarezzandolo mi accorgo che mi conduce a un bel ramo principale basso, visto che il rametto e molto fine, slanciato e dagli internodi eccessivamente distanziati, non vale la pena salvarlo, appoggio la lama delle forbici al rametto e scivolo fino alla sua base e taglio. Entrambe le potature mi daranno delle bellissime talee e finiscono subito nell’acqua fresca per dopo.  

Articolo a cura di Markab del team THCbd

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