L’Europa investe nelle start-up che credono nella canapa

22 Luglio 2021 | Aziende

Negli ultimi anni, il continente europeo ha assistito a un cambiamento radicale per quanto riguarda la legalizzazione, la coltivazione e il commercio della canapa e della cannabis medica. E in diversi paesi europei le start-up che puntano sulla canapa stanno raccogliendo finanziamenti cospicui grazie ai progetti che mirano a sfruttare le doti della pianta dai mille usi.

Con la Lituania che si avvia verso la piena legalizzazione della canapa industriale, la Polonia che guida la nuova rivoluzione verde europea e l’Estonia che si conferma tra i principali produttori del continente, solo per citarne alcuni, numerosi paesi che fino a qualche anno fa erano del tutto estranei al settore si stanno aprendo a un mercato globale che potrebbe raggiungere i 27 miliardi di dollari entro il 2028.

Le start-up europee che credono nella canapa

È in questo panorama ricco di opportunità che sono nate numerose start-up che hanno deciso di credere e di investire nel settore della canapa sfruttando le sue tante sfumature: dagli impieghi industriali, come quelli del settore tessile e alimentare, fino agli impieghi medici e terapeutici. Tra loro la tedesca Becanex, la francese Rainbow, l’inglese Alphagreen e l’italiana Cannaben.

Il caso Becanex e l’appoggio di Berlino

Nel giugno 2021, la start-up tedesca Becanex ha ricevuto un altro importante finanziamento del proprio progetto, il secondo in due mesi dopo quello arrivato dal Bundesministerium für Wirtschaft und Energie (BMWi), il Ministero della Repubblica Federale Tedesca per l’economia e l’energia. A supportare la start-up con un investimento di 765mila euro nell’ambito del suo Program for the Promotion of Research, Innovation and Technology (Pro FIT), finanziato dallo stato di Berlino e dall’European Regional Development Fund (ERDF), è stata questa volta Investitionsbank Berlin (IBB). Il denaro sarà utilizzato per approfondire la ricerca e lo sviluppo dedicato alla one-step extraction technology brevettata dall’azienda.

“L’obiettivo è sviluppare miscele di terpeni prive di cannabinoidi da aggiungere ad alimenti, bevande e cosmetici. Attualmente, infatti, non esistono soluzioni commerciabili e derivate dalla canapa industriale e Becanex ora vuole risolvere questo problema”, spiega Sebastian Kamphorst, founder e CEO di Becanex. “Siamo molto soddisfatti del finanziamento del progetto da parte di Investitionsbank. Fin dalla nostra fondazione, lo stato di Berlino ci ha supportato nell’espansione del nostro vantaggio tecnologico e nello sviluppo da una start-up a un’azienda di medie dimensioni e in continua crescita”.

In particolare, Becanex si concentra sul mercato degli estratti di canapa con CBD, che solo negli Stati Uniti vale già miliardi di dollari mentre in Europa i prodotti corrispondenti sono ancora limitati dalla mancanza di approvazioni di nuovi alimenti nel settore alimentare. Con il nuovo prodotto, Becanex consentirebbe quindi alle aziende alimentari europee di entrare in un mercato internazionale in forte espansione.

La start-up francese Rainbow e i 2 milioni di euro raccolti

La startup francese CBD Rainbow, che mira ad essere il principale portafoglio di marchi a base di canapa in Europa, ha raccolto 2 milioni di euro in un recente round di finanziamento.

Fondata da 5 imprenditori nel novembre 2019, Rainbow sta vivendo una crescita esponenziale nel mercato del CBD in piena espansione. Ad oggi sono due i marchi a base di CBD lanciati da Rainbow: Kaya (prodotti alimentari, principalmente integratori alimentari) e Peace and Skin (cosmetici). I marchi sono stati creati con una missione chiara: essere un’offerta on-the-go che aiuta i consumatori a de-stressarsi e a trovare un momento di relax.

La recente ondata di finanziamenti, che è stata raccolta da investitori nuovi ed esistenti, tra cui Senseii Ventures (fondo VC) e Artemis Growth (US Cannabis Fund), aiuterà ad alimentare la missione del marchio Rainbow nell’espansione nei più ampi mercati europei e quindi Italia, Germania e Polonia.

L’azienda con sede a Parigi, che ha anche sedi a Londra e Berlino, festeggia oltre 15mila clienti da settembre 2020 e vendite record che dovrebbero avvicinarsi ai 5 milioni entro la fine dell’anno. L’azienda ha anche annunciato annunci presso i principali rivenditori in tutta la Francia e il Regno Unito con circa 1000 negozi in totale.

Alphagreen in Gran Bretagna punta sul CBD

Alphagreen, uno dei marketplace leader in Europa per il CBD e i prodotti sanitari alternativi, si è assicurato circa 1,2 milioni di euro di finanziamento a fine 2020 per aiutare a finanziare il lancio di nuovi prodotti e servizi insieme alla loro espansione negli Stati Uniti.

Fondata nel 2019, Alphagreen genera entrate dalle aziende che elencano i prodotti sulla sua piattaforma, oltre ad offrire loro servizi tecnologici di e-commerce end-to-end, tra cui traduzione, SEO e altri supporti di marketing. La startup con sede a Londra attualmente genera un traffico organico di 50k visitatori unici al mese e 80k visualizzazioni di pagina e sta crescendo a un tasso impressionante del 30-40% mese su mese. Questo investimento permetterà ad Alphagreen di aumentare significativamente il supporto che forniscono ai marchi di consumatori attraverso i loro servizi tecnologici.

Il caso Cannaben e Regione Piemonte

Non solo investimenti diretti nelle start-up, ma anche sinergia tra realtà che credono nella canapa e le regioni.

 È il caso di Cannaben, start-up innovativa italiana nata nel 2020 che lavora allo sviluppo di un GLocal network tra i diversi attori lungo le tappe produttive delle filiere circolari e sostenibili, che ha contribuito alla proposta di legge sulla valorizzazione della canapa a uso agroindustriale. La legge regionale del Piemonte, che prevede incentivi per la filiera per circa 250 mila euro in 3 anni, è stata approvata dalla III Commissione in consiglio regionale e ora il provvedimento passerà all’esame della I Commissione (Bilancio) e del Comitato per la qualità della formazione.

“La canapa, come ben sappiamo, ha una gamma di utilizzo impressionante, spazia dall’agroalimentare alla bioedilizia; si aggiunga poi che l’ambiente ne beneficia data la natura stessa di questa pianta (assorbe CO2, riduce l’uso di pesticidi, ha bisogno di poca irrigazione…). Considerando tutte queste sue caratteristiche appare del tutto evidente quanto illogico sarebbe non inserirla tra le risorse importanti del futuro economico di questa regione e non solo.” spiega uno dei founder, Andrea Balice, in un’intervista a Canapa Industriale. “È in questa ottica che noi dobbiamo leggere lo stanziamento di 250mila euro per i prossimi 3 anni da parte della Giunta piemontese a sostegno di questa legge i cui obiettivi sono tanti e tutti importanti a partire dal raccordo delle filiere locali via via fino all’anagrafe dei produttori e alla tracciabilità dei prodotti”.

Redazione di Canapaindustiale.it