Un progetto europeo che mette la canapa al centro delle biotecnologie del futuro

1 Dicembre 2020 | Economia e politica, Innovazione e altri usi

Un progetto di ricerca e innovazione finanziato dall’Unione Europea che mira a sviluppare compositi completamente bio-based (ovvero i biocompositi, materiali che derivano in tutto o in parte da fonti rinnovabili) mette al centro la canapa per ottenere migliori funzionalità in diversi settori: da quello automobilistico all’aeronautico, dal mondo audio fino a quello elettronico.

Il progetto, denominato SSUCHY, è coordinato da Vincent Placet, ingegnere di ricerca presso l’Istituto UFC/FEMTO di Besançon (Francia). Il Consorzio conta 17 partner provenienti da 7 Paesi europei, tra cui università, PMI e industrie, sotto il coordinamento dell’Istituto UFC/FEMTO. Recentemente, il settore dei compositi ha rinnovato il suo interesse per le fibre vegetali di varia origine. Le fibre vegetali sono molto interessanti sia dal punto di vista tecnico (ad esempio per le loro proprietà meccaniche e di smorzamento specifiche), sia per ciò che concerne gli aspetti sostenibili (appunto si parla di risorse rinnovabili, di bassi costi di produzione, ma anche della creazione e conservazione di impieghi agricoli). L’altra faccia dei biocompositi risiede nei polimeri a base biologica, che possono essere una buona opportunità per utilizzare ulteriormente le frazioni di legno sottoutilizzate invece di bruciarle. 

La canapa per il futuro dei biocompositi

SSUCHY è un progetto di ricerca e innovazione che mira a costruire una catena del valore dei biocompositi da materie prime di canapa e legno con tecnologie iniziali che vanno dal Technology Readiness Level (TRL) 2 a TRL5, con l’ambizione di sviluppare alcune delle sue soluzioni fino a TRL7. Il progetto sta influenzando il settore dei compositi, migliorando funzionalità come la resistenza al carico, la riduzione del peso, la maggiore durata, senza dimenticare lo smorzamento delle vibrazioni, il controllo vibroacustico e la resistenza al fuoco. Come spiegato sul portale Open Access Government, la ricerca applicata sui polimeri a base biologica consiste nel trasformare le frazioni di legno sottoutilizzate (come la corteccia) in elementi costitutivi per polimeri termoindurenti e termoplastici. Per quanto riguarda il rinforzo in fibra di canapa intrecciata, sono stati fatti enormi progressi nelle fasi di coltivazione e di lavorazione primaria e secondaria per ottenere tessuti di alta qualità compatibili con applicazioni strutturali.

Infine, il lavoro svolto sulla progettazione e caratterizzazione di biocompositi e pannelli sandwich (molto utilizzati nel settore di isolamento termico e acustico) ha portato all’integrazione di parte dei materiali sviluppati da SSUCHY ed entro la metà del 2021, tutti i prototipi dimostrativi utilizzeranno come rinforzi dei tessuti in canapa 100%.

Dai pannelli allo scooter elettrico in canapa

Dopo tre anni, il progetto è riuscito a lavorare su quattro prototipi finali nel settore dei trasporti e del tempo libero. Nello specifico sono stati già realizzati due prodotti in forma finale: uno è denominato “Green Loudspeaker”, l’altro è un pannello della cabina di pilotaggio a base biologica per velivoli elettrici; per entrambi sono stati avviati dei test per verificare le proprietà vibro-acustiche e specifiche. Entro la metà del 2021 dovrebbero inoltre essere completati uno scooter elettrico monoscocca a base biologica e un pianale di carico a base di canapa.

Nell’ultimo anno del progetto, SSUCHY completerà la produzione e il test dei suoi prototipi, oltre ad accelerare la diffusione e lo sfruttamento dei suoi risultati. In particolare, il progetto organizzerà, insieme ad altri progetti dell’UE, una scuola estiva per formare studenti di master e dottorandi sulla base dei recenti risultati delle fibre naturali.

Vesna Zujovic