In attesa del tavolo di filiera sulla canapa: “Il settore aspetta risposte, ritardo inaccettabile”

17 Dicembre 2020 | Economia e politica

E’ stato annunciato da diversi mesi, è tutto pronto, ma manca la firma della convocazione da parte del ministro dell’agricoltura Teresa Bellanova: parliamo del tavolo di filiera per la canapa industriale, che in questo momento storico per il nostro paese è più urgente che mai.

I motivi sono diversi: dai cambiamenti a livello internazionale come quello sancito dall’ONU, per arrivare alla sentenza della Corte di giustizia europea che ha stabilito che i prodotti a base di CBD non sono stupefacenti e possono essere commercializzati in tutta Europa, portando la Commissione Europea a qualificare il CBD come alimento da inserire nel catalogo Novel Food, fino alla necessità che ormai non si può più ignorare di regolamentare definitivamente la filiera della cannabis light. Parliamo di un settore che, secondo le stime del Mef, potrebbe portare un miliardo di euro l’anno di entrate per il nostro Paese.

E così ieri è partita un’interrogazione a risposta immediata in Commissione agricoltura indirizzata al ministro. “Il ritardo del ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali nell’emanazione del decreto per l’istituzione del Tavolo di filiera con gli operatori del settore della canapa, non è più accettabile. Parliamo di un comparto con una crescita esponenziale della coltivazione, con una superficie interessata che è passata da poco meno di 900 ettari a circa 2 mila coinvolgendo centinaia di aziende agricole”, ha dichiarato il deputato del Movimento 5 Stelle Pasquale Maglione durante la seduta di question time che si è tenuta ieri a Montecitorio, a seguito dell’interrogazione al ministero delle Politiche Agricole,

“Nonostante sia stato tutto definito e individuati già da settembre i 7 referenti degli operatori e portatori di interesse della filiera della canapa, nonché designati i rappresentanti degli altri ministeri, il Tavolo di filiera, luogo ideale per un confronto attivo e costruttivo, per favorire lo sviluppo di questa coltivazione e delle relative produzioni, ancora non è stato istituito“.

Maglione poi ricorda che: “Lo scorso 2 dicembre la Commissione delle Nazioni Unite sui narcotici ha deciso di riclassificare la cannabis, rimuovendola dall’elenco delle droghe sottoposte a rigidi protocolli di controllo che hanno contribuito allo stigma dell’uso farmaceutico dei cannabinoidi. Una decisione che contribuisce a richiamare ulteriormente l’interesse verso un prodotto che si presta ad usi che vanno dall’alimentare all’edile. Nel ringraziare il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate per il proficuo impegno nel portare avanti questo lavoro insieme ai rappresentanti del settore, ci chiediamo quali possano essere le motivazioni della ministra Bellanova per un tale ritardo, che sta tenendo in stallo un intero settore che invece ha tutte le carte in regola per partire e contribuire alla crescita del settore agricolo. Per questo è importante che la ministra firmi subito il decreto, al fine di fugare ogni dubbio su possibili motivazioni politiche”.

Redazione di Canapindustriale.it