Canapa per il settore automotive di largo consumo: sarà finalmente realtà?

Bioplastica in canapa Energia e biocarburanti Innovazione e altri usi //
In questo articolo
1 / Automotive e canapa: le aziende che hanno investito nelle fibre naturali
2 / La canapa per il settore auto di largo consumo: le novità che potrebbero rivoluzionare il mondo automotive
3 / Perché proprio la canapa
4 / La canapa per il settore auto: le previsioni

La canapa potrebbe davvero sostituire i materiali sintetici nel settore automotive di largo consumo, grazie alle sue doti di resistenza e leggerezza che la rendono una candidata ideale per rimpiazzare materiali plastici e metallici, molto più difficili da ottenere e da smaltire.  Ecco le aziende e i modelli che hanno investito nella canapa e le ultime novità che arrivano direttamente dal Canada.

Automotive e canapa: le aziende che hanno investito nelle fibre naturali

Automobili e canapa non sono un binomio nuovo, anzi. Il primo a comprendere le potenzialità della pianta all’interno del settore fu Henry Ford, che già nel 1941 presentò al pubblico un’auto con parti create utilizzando un materiale composito molto simile alla plastica e realizzato con fibre di canapa e altri vegetali. Per testarne la resistenza, l’imprenditore statunitense colpì il nuovo veicolo con un martello senza causare alcun danno (il video è ancora visibile qui), un risultato che ha portato all’utilizzo del materiale anche nel settore della sicurezza per realizzare giubbotti antiproiettile.

A seguire le sue orme ci ha pensato la BMW, tre le prime case automobilistiche a sperimentare un composito simile per la sua i3, la prima vettura elettrica del gruppo lanciata nel 2013 e realizzata con interni in parte in bioplastica di canapa che hanno portato a una riduzione del peso della vettura fino a 350 chilogrammi. Sulla stessa scia anche Audi, Mercedes, Chrysler e Volkswagen e, soprattutto, la Canada Motive, che nello stesso anno ha presentato la Kestrel, l’auto con motore elettrico e struttura in resina polimerica in steli di canapa.

La vera rivoluzione è arrivata però con Renew Sport Car, azienda con sede in Florida che ha creato un’automobile ecologica fatta in canapa al 100% e che sfreccia con 525 cavalli, e con Porsche, che ha dato vita alla prima macchina da corsa con una carrozzeria in fibre di lino e canapa.

La canapa per il settore auto di largo consumo: le novità che potrebbero rivoluzionare il mondo automotive

Nonostante gli importanti investimenti e le celebri case automobilistiche che si sono lanciate in progetti ecologici e innovativi, il business della canapa non ha mai preso davvero il sopravvento nel settore automotive. Almeno fino ad ora.

Recentemente, infatti, Nathan Armstrong, ingegnere meccanico tra gli sviluppatori della Kestrel, ha avviato una collaborazione con la Aptera Motors Corporation di San Diego per la realizzazione di un nuovo veicolo a energia solare (vedi la foto sopra) che potrebbe rivoluzionare il settore utilizzando la canapa in un modo totalmente nuovo e al pieno delle sue potenzialità. Secondo Armstrong, infatti, il principale problema relativo all’utilizzo della canapa nel settore automotive riguarda le tempistiche, ma ora questo ostacolo potrebbe essere superato.

“Fin dagli anni Venti c’è una regola nel mondo automobilistico: ‘se non puoi fare una parte in un minuto, allora non è una soluzione praticabile’”, spiega Armstrong in una recente intervista a Hemp Industry Daily. “Per i compositi i processi sono tendenzialmente lenti e questo rallenta di conseguenza anche la produzione. L’opportunità di velocizzarla utilizzando compositi naturali si è concretizzata solo una decina di anni fa, ma nessuno ha indagato ulteriormente e tutti si sono focalizzati sui tessuti-non-tessuti sintetici”. Ora le cose potrebbero cambiare.

Alla velocità di produzione si aggiunge infatti la scoperta di una nuova fibra tessile in canapa realizzata in Europa. “Siamo di fronte a un materiale completamente diverso, simile a quello realizzato dalla tessitura della vecchia scuola. Abbiamo preso alcuni campioni, abbiamo iniziato a fare dei test e quello che abbiamo scoperto è che, utilizzando questo materiale, riusciamo a superare i problemi legati all’assorbimento delle resine che ci trovavamo ad affrontare qualche anno fa; anche la resistenza è superiore”, continua Armstrong. Siamo quindi di fronte a una vera e propria svolta: un materiale ad alte prestazioni che potrebbe cambiare il settore automotive.

Perché proprio la canapa

La scelta della canapa non è un caso. A rendere la pianta un’importante risorsa innanzitutto la sua resistenza, già testata da Henry Ford nel 1941, ma anche il suo basso impatto ambientale, il ridotto consumo idrico e le elevate quantità di biomassa coltivabili in piccoli spazi.

Non solo, per l’azienda canadese è fondamentale anche l’adattabilità della pianta al clima locale che, grazie al freddo e ai forti venti, rende le fibre più spesse, forti e robuste e perfette quindi per l’impiego industriale.

La canapa per il settore auto: le previsioni

Le nuove scoperte e applicazioni potrebbero aprire per la canapa la strada del settore auto di largo consumo superando i limiti che i precedenti progetti hanno incontrato lungo il percorso.

“Le aziende potrebbero sfruttare questa nuova soluzione, ma deve esserci un incentivo guidato dal mercato per farlo e questa è sempre stata la sfida. Se riuscissimo ad abbassare il prezzo, inoltre, cosa che penso sarà possibile solo entro tre o cinque anni, la fibra di canapa potrebbe sostituire quella in vetro e non ci sarebbero più motivi per non utilizzarla. La canapa potrebbe davvero prendere il sopravvento”, conclude Armstrong.

Martina Sgorlon

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